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% Contents: Things you need to know
% Translated by Onofrio de Bari <thufir@tin.it>
% $Id: things.tex,v 1.27 2000/05/16 19:10:07 guild Exp $
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\chapter{Cosa \`e necessario sapere}
\begin{intro}
  Nella prima parte di questo capitolo sar\`a offerta una breve
  visione d'insieme relativamente alla filosofia e alla storia del
  \LaTeXe. La seconda parte del capitolo si sofferma invece sulle
  strutture basilari di un documento \LaTeX{}.  Dopo aver letto questo
  capitolo, si dovrebbe avere una conoscenza di base sul funzionamento
  del \LaTeX{}; procedendo nella lettura, questo aiuter\`a a
  integrare tutte le nuove informazioni in una visione generale
  d'insieme.
\end{intro}

\section{Il nome del gioco}
\subsection{\TeX}
 
\TeX{} \`e un programma realizzato da \index{Knuth, Donald E.}Donald
E. Knuth \cite{texbook}, ed \`e concepito per la composizione di
testo e formule matematiche.  Knuth inizi\`o a scrivere il motore di
tipocomposizione \TeX{} nel 1977 allo scopo di esplorare le
potenzalit\`a dell'equipaggiamento digitale di stampa che stava
iniziando a prendere piede nel campo dell'editoria a quel tempo, in
particolare con la speranza di poter far regredire la tendenza al
deterioramento della qualit\`a tipografica che constatava affliggere
i suoi libri ed articoli. Il \TeX{} per come \`e usato oggi \`e
stato pubblicato nel 1982, con alcuni piccoli miglioramenti aggiunti
nel 1989 per perfezionare il supporto dei caratteri a 8 bit e di
pi\`u lingue. Il \TeX{} \`e rinomato per essere estremamente
stabile, eseguibile su diversi tipi di computer e virtualmente privo
di bug. Il numero di versione del \TeX{} converge a $\pi$ ed
attualmente \`e $3.14159$.
                                                                                
\TeX{} si pronuncia ``Tech'', con un ``ch'' come nella parola tedesca
``Ach'' o in quella scozzese ``Loch''. In un ambiente ASCII, \TeX{}
diventa \texttt{TeX}.

\subsection{\LaTeX}
 
Il \LaTeX{} \`e un pacchetto di macro che permette agli autori di
impaginare e stampare il loro lavoro ai pi\`u elevati livelli di
qualit\`a tipografica, servendosi di un \emph{layout} professionale
predefinito. Il \LaTeX{} fu originariamente scritto da \index{Lamport,
  Leslie}Leslie Lamport~\cite{manual}; esso si serve del \TeX{} come
motore di tipocomposizione.

Nel 1994 il pacchetto \LaTeX{} \`e stato aggiornato dal team
\index{LaTeX3@\LaTeX 3}\LaTeX 3, guidato da \index{Mittelbach,
  Frank}Frank Mittelbach, al fine di includere alcuni miglioramenti da
lungo tempo richiesti e allo scopo di riunire tutte le versioni con
\emph{patch} che si erano raccolte sin dalla pubblicazione di
\index{LaTeX 2.09@\LaTeX{} 2.09}\LaTeX{} 2.09 qualche anno prima. Per
distinguere la nuova versione da quella antica, essa \`e chiamata
\index{LaTeX 2e@\LaTeXe}\LaTeXe; questa documentazione tratta il
\LaTeXe.

\LaTeX{} si pronuncia ``Latech\ndt{Si tratta della tipica
  pronuncia italiana.}''.  Se si fa riferimento a \LaTeX{} in
un ambiente \texttt{ASCII}, si scriver\`a \texttt{LaTeX}.  \LaTeXe{}
si pronuncia ``Latech due e'' e si scrive \texttt{LaTeX2e}.

La figura~\ref{components} in alto % on page \pageref{components}
mostra come \TeX{} e \LaTeXe{} operano congiuntamente. Questa figura
\`e tratta da \texttt{wots.tex} di Kees van der Laan.

\begin{figure}[btp]
\begin{lined}{0.8\textwidth}
\begin{center}
\input{kees.fig}
\end{center}
\end{lined}
\caption{Componenti di un sistema \TeX} \label{components}
\end{figure}

\section{Concetti basilari}
 
\subsection{L'autore, il grafico editoriale e il tipografo}

Per pubblicare qualcosa, gli autori consegnano il loro manoscritto
dattilografato a una casa editrice. Uno dei grafici editoriali
stabilisce quindi il \emph{layout} del documento (la larghezza delle
colonne, i \emph{font}, lo spazio prima e dopo le
intestazioni,\ldots). Il grafico editoriale riporta quindi le proprie
istruzioni nel manoscritto e lo consegna al tipografo, che impagina il
libro in base a queste istruzioni.

Un grafico editoriale in carne e ossa cerca di scoprire cosa aveva in
mente l'autore durante la realizzazione del manoscritto; egli
stabilisce i titoli dei capitoli, le citazioni, gli esempi, le
formule, etc.\ basandosi sulla sua competenza professionale e sui
contenuti del manoscritto.

In un ambiente \LaTeX{}, \LaTeX{} impersona il ruolo del grafico
editoriale e si serve di \TeX{} come tipografo, ma
\LaTeX{} \`e ``solo'' un programma e necessita di conseguenza di
maggiore assistenza; l'autore deve quindi fornire informazioni
aggiuntive che descrivono la struttura logica del documento. Queste
informazioni sono inserite nel testo come ``comandi \LaTeX{}''.

Questo modo di agire \`e abbastanza differente dall'approccio
\wi{WYSIWYG}\footnote{``What You See Is What You Get'', ci\`o
  che vedi รจ ci\`o che ottieni.} che hanno la maggior parte degli
attuali \emph{word processor} come \emph{MS Word} o \emph{Corel
  WordPerfect}; con queste applicazioni, gli autori specificano il
\emph{layout} del documento interattivamente durante la digitazione
del testo al computer e, strada facendo, possono osservare sullo
schermo come apparir\`a l'opera finita quando sar\`a stampata.

Quando si usa \LaTeX{}, non \`e normalmente possibile osservare
l'output definitivo mentre si digita il testo, ma esso pu\`o essere
visualizzato preventivamente sullo schermo dopo aver elaborato il file
con \LaTeX; le correzioni saranno poi effettuate prima di inviare
materialmente il documento alla stampante.

\subsection{Il progetto del \emph{layout}}

Il design tipografico richiede abilit\`a. Gli autori inesperti
commettono spesso gravi errori di formattazione poich\'e ritengono
che l'impostazione di un libro sia per la maggior parte una questione
di estetica---``Se un documento appare bello esteticamente, allora
\`e ben progettato''. Poich\'e per\`o un documento deve esser
letto e non esposto in una pinacoteca, la leggibilit\`a e la
comprensibilit\`a sono di maggiore importanza rispetto al suo
aspetto gradevole.  Esempi:
\begin{itemize}
\item La dimensione dei \emph{font} e la numerazione dei titoli sono
  state scelte per rendere chiara al lettore la struttura dei capitoli
  e delle sezioni.
\item La lunghezza delle righe deve essere abbastanza ridotta da non
  affaticare gli occhi di chi legge, e al contempo sufficientemente
  abbondante in modo da riempire la pagina con un bell'aspetto.
\end{itemize}

Con i sistemi \wi{WYSIWYG}, gli autori creano frequentemente
documenti gradevoli sotto il profilo estetico ma con una struttura
molto ridotta o incoerente.  Il \LaTeX{} mette al riparo da tali
errori di formattazione obbligando l'autore a dichiarare la struttura
\emph{logica} del proprio documento, scegliendo successivamente il
\emph{layout} pi\`u appropriato.

\subsection{Vantaggi e svantaggi}

Quando la gente del mondo \wi{WYSIWYG} incontra gli utenti di
\LaTeX{}, si finisce a discutere spesso su ``i \wi{vantaggi di
  \LaTeX{}} nei confronti di un normale \emph{word processor}'' o
viceversa.  La migliore cosa da fare quando una tale diatriba ha
inizio \`e mantenere un'impostazione misurata, poich\'e tali
discussioni sfuggono spesso di mano, ma talvolta non ci si pu\`o
sottrarre\ldots

\medskip\noindent Ecco qui alcuni argomenti. I principali vantaggi di
\LaTeX{} sui normali \emph{word processor} sono i seguenti:

\begin{itemize}
  
\item Sono reperibili dei \emph{layout} realizzati in maniera
  professionale, che fanno realmente apparire un documento come se
  fosse stato ``stampato''.
\item La composizione tipografica di formule matematiche \`e
  supportata in maniera comoda.
\item L'utente deve solo imparare pochi comandi facili da
  comprendere che specificano la struttura logica di un documento;
  egli non avr\`a mai bisogno di aggiustare alla meglio l'effettivo
  \emph{layout} del documento.
\item Persino strutture complesse come le note a pi\`e di pagina, i
  riferimenti, gli indici e le bibliografie possono essere generate
  con facilit\`a.
\item Esistono diversi pacchetti aggiuntivi gratuiti per molti compiti
  tipografici non direttamente supportati dal \LaTeX. Sono reperibili
  ad esempio dei pacchetti per includere grafici \textsc{PostScript} o
  per comporre bibliografie conformi a precisi standard. Molti di
  questi pacchetti aggiuntivi sono descritti in \companion.
\item Il \LaTeX{} incoraggia gli autori a scrivere documenti ben
  strutturati, poich\'e \`e questo il modo in cui \LaTeX{}
  opera---specificando la struttura.
\item Il \TeX, il motore di tipocomposizione di \LaTeXe, \`e
  gratuito e altamente portabile; il sistema, di conseguenza, \`e
  eseguibile su quasi tutte le piattaforme hardware disponibili.
  
%
% Add examples ...
%
\end{itemize}

\medskip

\noindent Il \LaTeX{} ha anche alcuni svantaggi, ma credo che
sia difficile per me trovarne di rilevanti, sebbene sia sicuro che
altre persone potrebbero elencarne a centinaia \texttt{;-)}

\begin{itemize}
\item Il \LaTeX{} non lavora bene per la gente che ha venduto la
  propria anima\ldots
\item Sebbene alcuni parametri possano essere ritoccati nell'ambito
  del \emph{layout} predefinito di un documento, l'impostazione di un
  \emph{layout} interamente nuovo \`e complicata e richiede molto
  tempo\footnote{Ci sono voci secondo cui questo \`e uno degli
    elementi chiave che saranno affrontati dal prossimo sistema \LaTeX
    3.}\index{LaTeX3@\LaTeX 3}.
\item \`E molto difficile scrivere documenti non strutturati e
  disomogenei.
\item Il tuo criceto potrebbe, a dispetto di alcuni incoraggianti
  primi passi, non essere mai capace di comprendere appieno il
  concetto di ``logical markup''.
\end{itemize}
 
\section{I file di input di \LaTeX}

L'input per \LaTeX{} \`e un file di testo in \texttt{ASCII} puro.
Pu\`o essere creato con qualunque \emph{editor} di testi e contiene
il testo del documento cos\`{\i} come i comandi che comunicano al
\LaTeX{} come impostare il testo.

\subsection{Spazi}

I caratteri di ``spazio interparola'' come lo spazio vuoto o il
carattere di tabulazione sono trattati indifferentemente come
``\wi{spazio}'' da \LaTeX{}. \emph{Pi\`u caratteri consecutivi} di
\wi{spazio interparola} sono considerati come \emph{uno} ``spazio''.
Lo spazio interparola all'inizio di una riga viene generalmente
ignorato, e una sola interruzione di riga \`e trattata come uno
``spazio interparola''.  \index{spazio interparola!all'inizio di una
  riga}

Una riga vuota tra due righe di testo delimita la fine di un
paragrafo. \emph{Pi\`u} righe vuote sono considerate alla stessa
maniera di \emph{una} riga vuota. Il testo in basso \`e un esempio.
Nella parte sinistra vi \`e il testo del file di input, e a destra
\`e visualizzato l'output formattato.

\begin{example}
Non ha importanza se
immetti uno o tanti     spazi
dopo una parola.

Una riga vuota fa iniziare un nuovo
paragrafo.
\end{example}
 
\subsection{Caratteri speciali}

I seguenti simboli sono \wi{caratteri riservati} che hanno un
significato speciale in \LaTeX{} o non sono disponibili in tutti i
\emph{font}; quando vengono immessi nel testo, normalmente non vengono
stampati, ma costringono il \LaTeX{} ad operare in maniera
indesiderata.
\begin{code}
\verb.$ & % # _ { }  ~  ^  \ . %$
\end{code}

Come potrete osservare, questi caratteri possono essere usati nei
vostri documenti tutti allo stesso modo facendoli precedere da un
\emph{backslash}:

\begin{example}
\$ \& \% \# \_ \{ \}
\end{example}

Gli altri simboli e molti altri ancora possono essere stampati con
comandi speciali nelle formule matematiche o come accenti. Il
carattere \emph{backslash} $\backslash$ \emph{non} pu\`o essere
immesso aggiungendo un altro \emph{backslash} davanti ad
esso(\verb|\\|): questa sequenza si usa per le interruzioni di
riga\footnote{Provate il comando \$\ci{backslash}\$ invece; esso
  produce un `$\backslash$'.}.

\subsection{Comandi \LaTeX}

I \wi{comandi} \LaTeX{} sono \emph{case sensitive} e accettano uno dei
due seguenti formati:

\begin{itemize}
\item Iniziano con un \emph{\wi{\emph{backslash}}} \verb|\| e poi
  hanno un nome che consiste di sole lettere; i nomi dei comandi
  terminano con uno spazio, un numero o un altro carattere `non lettera'.
\item Sono costituiti da un \emph{backslash} ed esattamente da un % numerical or
  carattere speciale.
\end{itemize}

%
% \\* doesn't comply !
%

%
% Can \3 be a valid command ? (jacoboni)
%
\label{whitespace}

Il \LaTeX{} ignora lo spazio dopo i comandi. Se volete ottenere uno
\index{spazio interparola!dopo i comandi}spazio dopo un comando,
dovete inserire \verb|{}| e un carattere di spazio o un comando
speciale di spaziatura dopo il nome del comando. Le \verb|{}|
impediscono a \LaTeX{} di divorare tutto lo spazio dopo il nome del
comando.

\begin{example}
Ho letto che Knuth divide la 
gente che lavora con il \TeX{} in 
\TeX{}nici e \TeX perti.\\
Data odierna: \today.
\end{example}

Alcuni comandi necessitano di un \wi{parametro} che deve essere
fornito tra \wi{parentesi graffe}~\verb|{ }| dopo il nome del comando.
Alcuni comandi accettano \wi{parametri opzionali} che si aggiungono
dopo il nome del comando tra \wi{parentesi quadre}~\verb|[ ]|. I
prossimi esempi si servono di alcuni comandi \LaTeX. Non vi
preoccupate, saranno spiegati in seguito.

\begin{example}
Puoi \textsl{appoggiarti} a me!
\end{example}
\begin{example}
Per favore, inizia una nuova riga
proprio qui!\newline
Grazie!
\end{example}

\subsection{Commenti}
\index{commenti}

Quando il \LaTeX{} incontra un carattere \verb|%| durante l'elaborazione di un file di input,
ignora il resto della riga attuale, l'interruzione di riga, e tutti
gli spazi bianchi all'inizio della riga successiva.

Questo pu\`o essere usato per scrivere commenti nel file di input,
che non saranno mostrati nella versione stampata.

\begin{example}
Ecco un % stupido
% Meglio: istruttivo <----
esempio: Supercal%
              ifragilist%
    ichespiralidoso
\end{example}

Il carattere \verb|%|  pu\`o anche essere usato per dividere
lunghe righe di input in cui non sono permessi spazi bianchi o
interruzioni di riga.

Per commenti pi\`u lunghi si dovrebbe usare l'ambiente \ei{comment}
fornito dal pacchetto \pai{verbatim}.
\begin{example}
Ecco un altro
\begin{comment}
piuttosto stupido,
ma utile
\end{comment}
esempio per includere commenti
nel vostro documento.
\end{example}

\section{Struttura del file di input}

Quando il \LaTeXe{} elabora un file di input, si aspetta di seguire
una certa \wi{struttura}. Ogni file di input deve di conseguenza
iniziare con un comando
\begin{code}
\verb|\documentclass{...}|
\end{code}
Questo specifica che tipo di documento si ha intenzione di scrivere.
Si possono, oltre a questo, includere comandi che influenzano lo stile
dell'intero documento, o si possono caricare \wi{pacchetti} che
aggiungono nuove caratteristiche al sistema \LaTeX. Per caricare un
tale pacchetto si usa il comando
\begin{code}
\verb|\usepackage{...}|
\end{code}

Quando tutto il lavoro di preparazione sar\`a compiuto\footnote{L'area tra \texttt{\bs
    documentclass} e \texttt{\bs
    begin$\mathtt{\{}$document$\mathtt{\}}$} \`e chiamata
  \emph{\wi{preambolo}}.}, si inizier\`a con il corpo del testo con il comando

\begin{code}
\verb|\begin{document}|
\end{code}

Si immette ora il testo combinato ad alcuni utili comandi \LaTeX.  Al
termine del documento si aggiunge il comando
\begin{code}
\verb|\end{document}|
\end{code}
che dice a \LaTeX{} che il documento \`e finito; tutto ci\`o che segue questo
comando sar\`a ignorato da \LaTeX.

La figura~\ref{mini} mostra i contenuti di un file \LaTeXe{} di
lunghezza minima. Un \wi{file di input} un po' pi\`u complicato
\`e fornito nella figura~\ref{document}.

\begin{figure}[!hbp]
\begin{lined}{6cm}
\begin{verbatim}
\documentclass{article}
\begin{document}
Piccolo \`e bello.
\end{document}
\end{verbatim}
\end{lined}
\caption{Un file \LaTeX{} di lunghezza minima.} \label{mini}
\end{figure}
 
\begin{figure}[!bp]
\begin{lined}{10cm}
\begin{verbatim}
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage{latexsym}
\author{H.~Partl}
\title{Minimalismo}
\frenchspacing
\begin{document}
\maketitle
\tableofcontents
\section{Start}
Bene, qui inizia il mio grazioso articolo.
\section{End}
\ldots{} e qui finisce.
\end{document}
\end{verbatim}
\end{lined}
\caption{Un realistico esempio di articolo di giornale.} \label{document}
\end{figure}
 
\section{Il \emph{layout} del documento}
 
\subsection {Classi di documento}\label{sec:documentclass}

La prima informazione che il \LaTeX{} richiede quando
elabora un file di input \`e il tipo di documento che l'autore
desidera realizzare; questo si specifica con il comando
\ci{documentclass}.
\begin{command}
\ci{documentclass}\verb|[|\emph{opzioni}\verb|]{|\emph{classe}\verb|}|
\end{command}
\indent Qui \emph{classe} specifica il tipo di documento da realizzare.

La tabella~\ref{documentclasses} elenca le classi di documento
descritte in questa introduzione. La distribuzione \LaTeXe{} fornisce
classi aggiuntive per altri documenti, comprese lettere e lucidi.  Il
parametro \emph{\wi{opzioni}} adatta il comportamento della classe del
documento; le opzioni devono essere separate da virgole. Le opzioni
pi\`u comuni per le classi di documento standard sono elencate nella
tabella~\ref{options}.


\begin{table}[!bp]
\caption{Classi di documento.} \label{documentclasses}
\begin{lined}{12cm}
\begin{description}
 
\item [\normalfont\texttt{article}] per articoli in riviste
  scientifiche, presentazioni, brevi relazioni, documentazione di
  programmi, inviti,\ldots \index{article, classe}
\item [\normalfont\texttt{report}] per relazioni pi\`u lunghe
  contenenti diversi capitoli, piccoli libri, tesine,\ldots
  \index{report, classe}
\item [\normalfont\texttt{book}] per libri veri e propri \index{book,
    classe}
\item [\normalfont\texttt{slides}] per lucidi. La classe usa
  grosse lettere sans serif. Potreste prendere in considerazione
  l'uso di Foil\TeX{}\footnote{%
    \url{CTAN:/tex-archive/macros/latex/packages/supported/foiltex}}
  al suo posto.  \index{slides, classe}\index{foiltex}
\end{description}
\end{lined}
\end{table}

\begin{table}[!bp]
\caption{Opzioni delle classi di documento.} \label{options}
\begin{lined}{12cm}
\begin{flushleft}
\begin{description}
\item[\normalfont\texttt{10pt}, \texttt{11pt}, \texttt{12pt}] \quad
  Imposta la dimensione del \emph{font} principale nel documento; se
  non \`e specificata, si assume \texttt{10pt}.
  \index{dimensione dei font nel documento}\index{dimensione base dei
    font}
\item[\normalfont\texttt{a4paper}, \texttt{letterpaper},\ldots] \quad
  Definisce le dimensioni del foglio. La dimensione predefinita \`e
  \texttt{letterpaper}. Oltre a questa possono essere specificate
  \texttt{a5paper}, \texttt{b5paper}, \texttt{executivepaper}, e
  \texttt{legalpaper}.  \index{foglio legal} \index{dimensioni
    carta}\index{foglio A4}\index{foglio letter} \index{foglio
    A5}\index{foglio B5}\index{foglio executive}
  
\item[\normalfont\texttt{fleqn}] \quad Compone le formule visualizzate
  allineandole a sinistra invece che centrandole.
  
\item[\normalfont\texttt{leqno}] \quad Dispone la numerazione delle
  formule sulla sinistra invece che sulla destra.
  
\item[\normalfont\texttt{titlepage}, \texttt{notitlepage}] \quad
  Specfica se dopo il \wi{titolo del documento} debba avere inizio o
  no una nuova pagina. La classe \texttt{article} non d\`a inizio a
  una nuova pagina per impostazione predefinita, mentre \texttt{report}
e \texttt{book} agiscono in questo modo.  \index{titolo}
  
\item[\normalfont\texttt{twocolumn}] \quad D\`a istruzioni a
  \LaTeX{} di impaginare il documento in \wi{due colonne}.
  
\item[\normalfont\texttt{twoside, oneside}] \quad Specifica se deve
  essere generato un output a doppia o singola facciata. Le classi
  \texttt{article} e \texttt{report} sono \wi{a singola facciata} e la
  classe \texttt{book} \`e \wi{a doppia facciata} per impostazione
  predefinita. Va notato che quest'opzione riguarda solo lo stile del
  documento; l'opzione \texttt{twoside} \emph{non} comunica alla
  stampante usata che l'output di stampa debba effettivamente essere a
  due facciate.
  
\item[\normalfont\texttt{openright, openany}] \quad Fa iniziare i
  capitoli solo nella pagina destra o nella successiva pagina a
  disposizione. Questa opzione non funziona con la classe
  \texttt{article}, poich\'e questa non contiene informazioni
  riguardo ai capitoli. La classe \texttt{report} fa iniziare in
  maniera predefinita i capitoli sulla prossima pagina a disposizione
  e la classe \texttt{book} li fa iniziare sulle pagine destre.

\end{description}
\end{flushleft}
\end{lined}
\end{table}

Esempio: un file di input per un documento \LaTeX{} potrebbe iniziare
con la riga
\begin{code}
\ci{documentclass}\verb|[11pt,twoside,a4paper]{article}|
\end{code}
che ordina a \LaTeX{} a impaginare il documento come \emph{articolo}
con una dimensione del \emph{font} di base pari a \emph{undici punti},
e a realizzare un \emph{layout} adeguato alla stampa \emph{in due
  facciate} in \emph{formato A4}.  \pagebreak[2]
\subsection{I pacchetti}
\index{pacchetto} Non appena si scriveranno dei documenti, si
scoprir\`a probabilmente che ci sono alcuni settori in cui il
\LaTeX{} di base non pu\`o risolvere il problema. Se si vuole
includere \wi{grafica}, \wi{testo a colori} o codice sorgente da un
file nel documento, bisogner\`a estendere le
capacit\`a del \LaTeX; le estensioni sono dette pacchetti.  I
pacchetti si attivano col comando
\begin{command}
\ci{usepackage}\verb|[|\emph{opzioni}\verb|]{|\emph{package}\verb|}|
\end{command}
\noindent dove \emph{package} \`e il nome del pacchetto e
\emph{opzioni} \`e una lista di parole chiave che danno l'avvio a
speciali caratteristiche del pacchetto. Alcuni pacchetti sono inclusi
nella distribuzione base di \LaTeXe{} (consultare la
tabella~\ref{packages}); altri sono forniti a parte. Si possono
reperire maggiori informazioni sui pacchetti installati nel sistema  nella \guide. La prima fonte di informazione
relativamente ai pacchetti \LaTeX{} \`e \companion; esso contiene le
descrizioni di centinaia di pacchetti assieme a informazioni su come
scrivere le proprie estensioni al \LaTeXe.

\begin{table}[!hbp]
\caption{Alcuni pacchetti distribuiti con \LaTeX.} \label{packages}
\begin{lined}{11cm}
\begin{description}
\item[\normalfont\pai{doc}] Permette la documentazione di programmi \LaTeX.\\
  Descritto in \texttt{doc.dtx}\footnote{Questo file dovrebbe essere
    installato nel sistema, e si dovrebbe poter ottenere un file
    \texttt{dvi} digitando \texttt{latex doc.dtx} in una directory in
    cui si hanno i permessi di scrittura; lo stesso vale per tutti gli
    altri file citati in questa tabella.}  e in \companion.
  
\item[\normalfont\pai{exscale}] Fornisce versioni ridimensionate del
  \emph{font} dell'estensione math.\\
  Descritto in \texttt{ltexscale.dtx}.
  
\item[\normalfont\pai{fontenc}] Specifica quale \wi{codifica dei
    \emph{font}} \LaTeX{} dovrebbe usare.\\
  Descritto in \texttt{ltoutenc.dtx}.
  
\item[\normalfont\pai{ifthen}] Fornisce comandi nella forma\\
  `se\ldots{} allora fai\ldots{} altrimenti fai\ldots'\\ Descritto in
  \texttt{ifthen.dtx} e \companion.
  
\item[\normalfont\pai{latexsym}] Per accedere al \emph{font} ``symbol'' di
  \LaTeX{} si dovrebbe usare il pacchetto \texttt{latexsym}. Descritto
  in \texttt{latexsym.dtx} e in \companion.
 
\item[\normalfont\pai{makeidx}] Fornisce comandi per realizzare
  indici.  Descritto nel paragrafo~\ref{sec:indexing} e in \companion.

\item[\normalfont\pai{syntonly}] Analizza un documento senza impaginarlo.
  
\item[\normalfont\pai{inputenc}] Permette di specificare una codifica
  di input come ASCII, ISO Latin-1, ISO Latin-2, tabelle di codici
  437/850 IBM, Apple Macintosh, Next, ANSI-Windows o una definita
  dall'utente.  Descritto in \texttt{inputenc.dtx}.
\end{description}
\end{lined}
\end{table}

\section{I file con cui si ha a che fare}

Quando si lavorer\`a con il \LaTeX{} ci si trover\`a presto in un
labirinto di file con varie \wi{estensioni} e probabilmente
disorientati. In basso \`e riportata una lista relativa ai vari
\wi{tipi di file} in cui ci si pu\`o imbattere lavorando con il
\TeX{}. Va notato che questa tabella non si pretende di fornire una
lista esaustiva di estensioni; se qualcuno pensa che non sia presente
un tipo che ritiene importante, scriva pure due righe.

\begin{description}
  
\item[\wi{.tex}] Input file di \LaTeX{} o \TeX{}. Da compilare con
  \texttt{latex}.
\item[\wi{.sty}] Pacchetto di macro di \LaTeX{}. Questo \`e un file che
  si pu\`o caricare nel documento \LaTeX{} con il comando
  \ci{usepackage}.
\item[\wi{.dtx}] Documented \TeX{}. \`E questo il principale formato
  di distribuzione per i file di stile del \LaTeX{}. Se si compila un
  file .dtx si ottiene del codice macro documentato relativo al 
  pacchetto \LaTeX{} contenuto nel file .dtx.
\item[\wi{.ins}] \`E il file di installazione per i file contenuti nel
  corrispondente file .dtx. Se si scarica un pacchetto \LaTeX{} da
  Internet, si otterr\`a normalmente un file .dtx e un file .ins;
  sul file .ins si esegue \LaTeX{} per decomprimere il file .dtx.
\item[\wi{.cls}] I file delle classi definiscono come apparir\`a il
  documento; sono caricati con il comando \ci{documentclass}.
\end{description}
Quando si eseguir\`a \LaTeX{} sul file di input saranno creati i
seguenti file:

\begin{description}
\item[\wi{.dvi}] File \emph{device independent}. Questo \`e il principale
  risultato dell'esecuzione di \LaTeX{}. Si pu\`o visualizzarne il
  contenuto con un programma di visualizzazione DVI o \`e possibile
  inviarlo alla stampante con \texttt{dvips} o un'applicazione simile.
\item[\wi{.log}] Fornisce un resoconto dettagliato di cosa \`e
  avvenuto durante l'ultima esecuzione del compilatore.
\item[\wi{.toc}] Conserva tutti i titoli dei paragrafi. Viene letto
  nella successiva esecuzione del compilatore ed \`e usato per
  realizzare l'indice.
\item[\wi{.lof}] Questo \`e simile al .toc ma riguarda la lista
  delle figure.
\item[\wi{.lot}] Analogamente per la lista delle tabelle.
\item[\wi{.aux}] Un altro file che trasporta informazioni da
  un'esecuzione all'altra del compilatore; tra le altre cose, il file
  .aux \`e usato per conservare le informazioni associate ai
  riferimenti incrociati.
\item[\wi{.idx}] \`E presente se il documento contiene un indice
  analitico. Il \LaTeX{} memorizza tutte le parole che vanno
  nell'indice analitico in questo file. Questo file deve essere
  elaborato con \texttt{makeindex}; fare riferimento al paragrafo
  \ref{sec:indexing} a pagina \pageref{sec:indexing} per altre
  informazioni sulla realizzazione di indici analitici.
\item[\wi{.ind}] \`E il file .idx gi\`a elaborato, pronto ad essere
  incluso nel documento al prossimo ciclo di compilazione.
\item[\wi{.ilg}] Un \emph{logfile} che fornisce un resoconto su ci\`o che
  \`e stato compiuto da \texttt{makeindex}.
\end{description}


% Package Info pointer
%
%

\subsection{Stili di una pagina}
 
Il \LaTeX{} accetta tre combinazioni predefinite di 
\wi{intestazione}/\wi{pi\`e di pagina}---i cosiddetti \wi{stili di
  pagina}. Il parametro \emph{stile} del comando \index{stile di
  pagina!plain@\texttt{plain}}\index{plain@\texttt{plain}}
\index{stile di
  pagina!headings@\texttt{headings}}\index{headings@texttt{headings}}
\index{stile di
  pagina!empty@\texttt{empty}}\index{empty@\texttt{empty}}
\begin{command}
\ci{pagestyle}\verb|{|\emph{stile}\verb|}|
\end{command}
\noindent definisce quale stile sar\`a utilizzato. 
La tabella~\ref{pagestyle}
elenca gli stili di pagina predefiniti.

\begin{table}[!hbp]
\caption{Gli stili di pagina predefiniti del \LaTeX.} \label{pagestyle}
\begin{lined}{12cm}
\begin{description}
  
\item[\normalfont\texttt{plain}] stampa i numeri di pagina nella parte
  inferiore della stessa, al centro del pi\`e di pagina. Questo
  \`e lo stile di pagina predefinito.
  
\item[\normalfont\texttt{headings}] stampa il titolo del capitolo
  corrente e il numero di pagina sulla intestazione di ciascuna
  pagina, mentre il pi\`e di pagina rimane vuoto (\`e questo lo
  stile usato in questo documento).
\item[\normalfont\texttt{empty}] imposta la intestazione e il pi\`e
  di pagina in modo che non vi sia stampato nulla.

\end{description}
\end{lined}
\end{table}

\`E possibile cambiare lo stile di pagina della pagina corrente con il comando
\begin{command}
  \ci{thispagestyle}\verb|{|\emph{stile}\verb|}|
\end{command}
In \companion{} e nel paragrafo~\ref{sec:fancy} a
pagina~\pageref{sec:fancy} \`e spiegato come si possono realizzare le proprie
impostazioni di intestazione e pi\`e di pagina.
%
% Pointer to the Fancy headings Package description !
%


%
% Add Info on page-numbering, ...
% \pagenumbering

\section{Documenti di grandi dimensioni}
Se si lavora su grossi documenti, si potrebbe voler dividere il file
di input in diverse parti; il \LaTeX{} ha due comandi che vengono in
aiuto a tal fine.

\begin{command}
\ci{include}\verb|{|\emph{nomefile}\verb|}|
\end{command}
\noindent Questo comando si usa nel corpo del documento per inserire
i contenuti di un altro \emph{file} di nome \emph{nomefile.tex}; va
notato che \LaTeX{} far\`a iniziare una nuova pagina prima di
elaborare i contenuti di \emph{nomefile.tex}.

Il secondo comando pu\`o essere usato nel preambolo; esso fa in modo che \LaTeX{} consideri in input solo alcuni dei file di
\verb|\include|.
\begin{command}
\ci{includeonly}\verb|{|\emph{nomefile}\verb|,|\emph{nomefile}%
\verb|,|\ldots\verb|}|
\end{command}
Una volta che questo comando \`e eseguito nel preambolo del
documento, saranno eseguiti i comandi \ci{include} solo per i nomi di
file che sono elencati nell'argomento del comando \ci{includeonly};
si noti che non ci devono essere spazi tra i nomi dei file e
le virgole.

Il comando \ci{include} inizia l'impaginazione del testo, che viene
incluso in una nuova pagina. Questo \`e d'aiuto quando si usa
\ci{includeonly}, poich\'e le interruzioni di pagina non si
sposteranno, persino se alcuni dei file inclusi fossero omessi.
Ci\`o potrebbe talvolta non risultare gradito: in tal caso si
potr\`a usare il comando
\begin{command}
\ci{input}\verb|{|\emph{filename}\verb|}|
\end{command}
\noindent
che includer\`a semplicemente il file specificato;
niente di pi\`u, niente di meno.

Per far s\`{\i} che \LaTeX{} controlli velocemente il documento
potrete usare il pacchetto \pai{syntonly}; questo fa s\`{\i} che
\LaTeX{} scorra il documento controllando solo la sintassi e l'uso
corretto dei comandi, ma senza fornire come output un file DVI.  Poich\'e
\LaTeX{} viene eseguito pi\`u velocemente in questa modalit\`a, si
potr\`a risparmiare del tempo prezioso; l'uso \`e molto semplice:

\begin{verbatim}
\usepackage{syntonly}
\syntaxonly
\end{verbatim}

Quando si vorr\`a realizzare l'impaginazione vera e propria, 
baster\`a commentare la seconda riga (facendola precedere da un simbolo di percentuale).


%%% Local Variables: 
%%% mode: latex
%%% TeX-master: "lshort2e"
%%% End: